Gabriele Coen

SEPHIROT. Kabbalah in Music

Workshop & Didattica

TRA FOLK E JAZZ: MUSICA KLEZMER E CANZONE YIDDISH

UN WORKSHOP DI GABRIELE COEN

Il klezmer, l’antica musica delle comunità ebraiche dell’Europa orientale sta vivendo negli ultimi trenta anni, insieme a tutta la cultura yiddish, una nuova grande riscoperta in America e in Europa.

La musica klezmer (dall’ebraico kley e zemer, ossia strumento per il canto) si è nutrito nel corso dei secoli, dei linguaggi e delle culture dei diversi paesi che ospitavano comunità ebraiche: le tradizioni musicali di Polonia, Romania, Russia e Ucraina rivivono in questa musica coniugate da una espressività e una religiosità tipicamente ebraiche. Musica profana, il klezmer è il prodotto di una società fortemente religiosa e trae la propria linfa vitale dai rumori della strada come dal canto della sinagoga.

Lo studio di questi repertori è dunque un’occasione imperdibile per venire a contatto con universi culturali e musicali che ci circondano e che meritano di essere approfonditi..

Il laboratorio ha inoltre alcuni obiettivi didattici fondamentali tra cui la familiarizzazione con una musica essenzialmente di tradizione orale, l’opportunità di imparare a suonare insieme ad altri strumenti con tutti i problemi che un’esperienza di questo tipo comporta (intonazione, coscienza timbrica, senso del ritmo, disciplina).

Il laboratorio prevede anche la possibilità di confrontarsi con il linguaggio dell’improvvisazione, principalmente modale, facendo tesoro del bagaglio jazzistico, ma anche etnico.

Durante il seminario verranno affrontati sei-sette brani tipici di questo repertorio, dai brani tradizionali fino alla nuova musica ebraica di John Zorn (senza tralasciare peraltro qualche brano di musica sefardita (repertorio ebraico-spagnolo), approfondendo inoltre gli stili improvvisativi più coerenti nei confronti di questa musica.

Il laboratorio è aperto ad ogni genere di strumentista e cantante (per le voci è importante precisare che verranno utilizzate solo in senso strumentale, senza affrontare eventuali testi in lingua yiddish))

E’ richiesta una discreta capacità di lettura e una tecnica di base sul proprio strumento (almeno tre anni di studio).
L’organico indicativo prevede:

1 pianoforte

2 chitarre

1 fisarmonica

1 contrabbasso (o basso elettrico)

1 batteria

1 percussioni

1 trombone

2 trombe

3 clarinetti

3 sassofoni

2 flauti (eventualmente voci)

altri strumenti inseribili: violino, violoncello, oboe etc.