Gabriele Coen

Jazz Meets the World

Gabriele Coen “Sephardic Beat” La musica sefardita incontra il jazz

Gabriele Coen “Sephardic Beat”

 

La musica sefardita incontra il jazz

 

GABRIELE COEN

SAX TENORE E SOPRANO, CLARINETTO

ALESSANDRO GWIS

PIANOFORTE

ZIAD TRABELSI

UD, VOCE

MARIO RIVERA

BASSO ACUSTICO

ARNALDO VACCA

PERCUSSIONI

 

Il repertorio tradizionale sefardita viene riproposto nell’ottica della moderna improvvisazione jazzistica in un progetto davvero unico e originale.  Il sound del gruppo viene inoltre arricchito dalla presenza dell’ud e della voce di Ziad Trabelsi, membro storico dell’Orchestra di Piazza Vittorio e fresco vincitore con tutta l’orchestra cv gabriele coendella 65esima edizione dei David di Donatello 2020 come Miglior Musicista per “Il Flauto Magico di Piazza Vittorio” di Mario Tronco e Gianfranco Cabiddu.

 

 

Sefarad  è il nome con cui gli ebrei chiamavano la Spagna ed è da qui che incomincia il nostro viaggio. Gli insediamenti ebraici nella penisola iberica risalgono addirittura all’epoca romana e si protrassero fino alla fine del ‘500. Quattordici secoli in cui la cultura sefardita poté progredire a contatto prima con  la cristianità e poi, a partire dal 700, anche con l’Islam. Otto secoli di incontro-scontro tra queste tre diverse culture testimoniano un periodo di grande interesse storico e naturalmente anche musicale. A partire dal 1492, anno della dolorosa cacciata delle comunità ebraiche spagnole ad opera dei re cattolici Ferdinando ed Isabella, la cultura sefardita si espanse in tutti i paesi del bacino del mediterraneo: Portogallo, Francia, Italia centro-settentrionale, Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto e in tutto il resto dell’Impero Ottomano, in particolare Turchia, Grecia, Palestina, Siria, ma non mancarono importanti insediamenti anche in Yugoslavia, Paesi Bassi, Austria, Polonia ed Americhe. Da questo sintetico quadro risulta evidente come la musica sefardita  si sia sempre confrontata con i repertori, gli strumenti e le prassi esecutive dei paesi che ospitavano comunità ebraiche, in un rapporto di fertile scambio. Le caratteristiche più peculiari della musica sefardita risalgono alla loro origine spagnola, medioevale e rinascimentale. Nella sua struttura melodica sono presenti tracce arcaiche, si conservano cadenze e forme in uso nella musica dei menestrelli dell’occidente cristiano. Si trovano inoltre nella musica sefardita alcuni dei più importanti parametri che caratterizzano i sistemi musicali islamici: scale, modi ornamenti, microintervalli, improvvisazioni guidate, stile interpretativo, basti pensare alle assonanze con la tradizione arabo andalusa.

 

GABRIELE COEN

Sassofonista, clarinettista, compositore, Gabriele Coen si dedica da sempre all’incontro tra jazz e musica etnica, in particolare mediterranea e est-europea.

 

Già fondatore dei KlezRoym – nota formazione italiana dedita alla riattualizzazione del patrimonio musicale ebraico – con cui ha inciso  6 dischi per l’etichetta CNI, nel 2001 ha dato vita al gruppo “Gabriele Coen Atlante Sonoro” con cui fonde il linguaggio jazzistico con la musica etnica. Nel 2005 inizia la sua attività con il progetto “Jewish Experience” con cui ha inciso quattro lavori.

 

Come compositore e interprete ha realizzato insieme a Mario Rivera  diverse colonne sonore per il cinema tra cui  “Notturno Bus” (2007) di Davide Marengo, “Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio” (2010) di Isotta Toso e “Tornare” (2020) di Cristina Comencini.

 

Dal 2013 Gabriele Coen ha fondato inoltre un altro quintetto a suo nome con cui, dopo gli omaggi a Kurt Weill e John Zorn,  propone, un originalissimo omaggio a Leonard Bernstein, uno dei più grandi musicisti del Novecento, compositore, pianista, direttore d’orchestra e didatta. A gennaio 2020 è uscito il loro cd “Leonard Bernstein Tribute” per la prestigiosa etichetta Parco della Musica Records.