Gabriele Coen

Jazz Meets the World

Gabriele Coen Quintet, “Leonard Bernstein Tribute” (Parco della musica Records, 2020)

foto cover bernsteinGabriele Coen Quintet

Leonard Bernstein Tribute 

Gabriele Coen, sax soprano e clarinetto

Benny Penazzi, violoncello

Alessandro Gwis, pianoforte, live electronics

Danilo Gallo, contrabbasso, basso elettrico

Zeno de Rossi, batteria

 

Arrangiamenti di Andrea Avena

 

A gennaio 2020 è uscito il loro cd “Leonard Bernstein Tribute” per la prestigiosa etichetta Parco della Musica Records.

 

 

Il nuovo quintetto di Gabriele Coen presenta, dopo i recenti omaggi a Kurt Weill e John Zorn, un originalissimo tributo al grande compositore, pianista, direttore d’orchestra e didatta americano Leonard Bernstein, uno dei più grandi musicisti del Novecento. Dalle canzoni più note di West Side Story (1957), tra cui Maria, Tonight e Somewhere, fino alla produzione meno nota di ispirazione ebraica, Ilana the Dreamer, Yigdal e Chichester Psalms.Grazie anche agli arrangiamenti di Andrea Avena, Il rispetto e l’ammirazione per la musica di Leonard Bernstein si coniugano con il linguaggio dell’improvvisazione e del jazz in un incontro inedito che vuole far riscoprire l’attualità di queste immortali composizioni.

“Leonard Bernstein e il jazz, andata e ritorno. Il compositore che ha attinto alla musica afroamericana per scrivere alcuni dei suoi grandi capolavori, è stato ricambiato molte volte dai jazzisti, che hanno ripensato, ampliato, trasformato quegli elementi armonici e ritmici che sono al centro del grande progetto di “musica americana” che attraversa tutta l’opera di Bernstein.

Questo progetto di Gabriele Coen, che va oltre la rilettura di West Side Story, mostra più di un tocco di originalità per la scelta dei musicisti, di estrazione così diversa, la strumentazione, tra classica e jazz e un attento equilibrio dell’improvvisazione nelle intelaiature compositive, che reggono la grande impalcatura della musica di Bernstein.”

 

Stefano Zenni

 

“West Side Story è il Fidelio americano, è Shakespeare riletto attraverso Tocqueville, è l’America alla spasmodica ricerca del sublime, è incrocio vertiginoso tra dramma e balletto, tra opera e teatro musicale, tra Broadway e le periferie di New York”

Gianni Morelenbaum Gualberto

 

Rassegna Stampa Gabriele Coen

 

“La musica di Gabriele Coen si ascolta sempre con intenso piacere”

-Franco Fayenz, Il Giornale

 

“Il coinvolgente nuovo lavoro del sassofonista e clarinettista romano Gabriele Coen riesce brillantemente nell’intento di rielaborare composizioni di ispirazione ebraica entrate poi nel repertorio abituale del jazz”

-Brad Farberman, Downbeat

 

 

“Gabriele Coen è solista di caratura internazionale”

-Paolo De Bernardin, Rockstar

 

 

“Il rinascimento della cultura ebraica, anche in musica, è storia. Gabriele Coen ce lo ricorda con un lavoro di straordinario equilibrio. Un’esperienza da non perdere.”

-Claudio Sessa, Corriere della Sera

 

 

“L’adattamento della musica klezmer al jazz (e viceversa) di Coen, non così letterale come in Don Byron o esasperata come in Zorn, mantiene il giusto equilibrio fra composizione e improvvisazione, producendo una combustione di ricca e cangiante esuberanza.”

-Aldo Gianolio, L’Unità

 

“Il multistrumentista Gabriele Coen prosegue con questo bel disco (Sephirot. Kabbalah in Music) la sua ricerca tra eredità musicale ebraica e jazz contemporaneo gestendo con personalità una materia sonora brillante. Italian Radical Jewish!”

-Enrico Bettinello-Il Giornale della Musica

 

“Tutto suona alla perfezione. Non c’è nulla fuori posto. Gabriele Coen ha firmato un capolavoro. Il suono del suo sax è come quello dello shofàr, che chiama a sé i dispersi e i respinti di tutta la Terra. Per farli stare bene. Rispondete pure tranquilli a questo richiamo, e non ve ne pentirete.”

-Pike Borsa, Musica Jazz

 

“Il polistrumentista e compositore romano, magistrale soprattutto al  sax soprano e al clarinetto, propone un repertorio eccellente”

-Luigi Onori, Il Manifesto

 

“Il  nostro sassofonista-clarinettista prosegue il suo affascinante viaggio  nei meandri della cultura ebraica dando vita come sempre a una musica suggestiva, avvolgente e ipnotica.”

Luciano Vanni, Jazzit

 

 

“Temi originali costruiti su scale e modi della musica ebraica con elementi di jazz e world music utilizzando l’energia del rock: nel complesso un ottimo disco, e la conferma del valore di un musicista che non sfigura al confronto con molti dei suoi più titolati colleghi di oltre oceano.”

Mario Calvitti-All About Jazz

 

 

“Gabriele Coen al sax soprano sfodera un suono apollineo e un fraseggio trainante”

Helmut Failoni-Corriere della Sera