Gabriele Coen

Jazz Meets The World

comunicato stampa uscita discografica Dialoghi Ziad Trabelsi & Gabriele Coen (Moonlight Records/IRD, 2025)

foto coen trabelsi

 

Ziad Trabelsi: oud, voce, elettronica
Gabriele Coen: sax soprano, clarinetto, clarinetto basso

con la partecipazione di

Marco Loddo: contrabbasso

Esponenti di punta rispettivamente della cultura musicale araba e ebraica nel nostro paese, Ziad Trabelsi e Gabriele Coen intessono un fitto dialogo musicale che rivela le comuni radici delle culture mediterranee attraverso brani della tradizione ma anche proponendo proprie composizioni originali che guardano al mondo della moderna improvvisazione jazzistica, alla world music, al blues e al rock, accompagnati dal contrabbasso di Marco Loddo.

Ziad Trabelsi

Musicista, cantante, compositore, colonna portante dell’Orchestra di Piazza Vittorio, Ziad Trabelsi nasce a Tunisi nel 1976 in una famiglia d’arte. Suo padre è stato un importante musicista e compositore dell’Orchestra araba della Medina di Tunisi.
Nel 1994 si diploma al Conservatorio di Tunisi. L’incontro con Roma, dove vive dal 2002, lo ha spinto a cercare un “dialogo” artistico tra la grande tradizione araba e le suggestioni musicali d’occidente: la canzone francese e italiana, ma anche il mondo delle songs e dei riffs provenienti dal rock e dal blues anglo-americano. Ziad, con il suo oud, il liuto arabo, mescola tutto ciò, mantenendo un profondo legame con le sue origini musicali.
È fondatore del gruppo “Carthage Mosaik”, progetto di musica d’autore ed è un componente del team fondatore e produttore del album e live Medistan 2020, del progetto “Romarabeat”, ensemble composto da musicisti arabi e dei balcani e musicista  e Consulente artistico della “Human Rights Band”.
Dal 2017 è direttore artistico di “Almar’à – Orchestra delle Donne Arabe e del Mediterraneo”.
Dal 2007 fonda “ la casa dell’Oud “ con l’associazione Carthage Mosaik dove svolge attività didattica in collaborazione con il centro culturale tunisino di Roma .
Tra le sue collaborazioni dal vivo e in studio Roberto Vecchioni, Samuele Bersani , Francesca Michielin, Ginevra di Marco, Grazia di Michele ,Peppe Servillo, Ermal Meta, Dargen D’Amico, Pacifico, Piero Pelù , Nu Genea, Antonio Castrignanó & Taranta sound ,Gabriele Coen & Serfardic Beat , Nando Citarella, Duo Rocca-Benigni , Alessio Allegrini, Francesco Martinelli & la banda dei carabinieri , Ambrogio Sparagna & l’orchestra popolare italiana, Michele Lobaccaro & l’orchestra Dosti , Duo Oud.Org con Alessandro D’Alessandro, Marcello Giannini & Psychè, ospite del Album “La distanza giusta di Riccardo Tesi. Attualmente suona con la BabelNova Orchestra, una formazione di 12 musicisti provenienti da tutto il mondo che ha scelto di dedicarsi a un distintivo percorso di ricerca di nuovi linguaggi musicali, Med 7luas Orchestra 2025.
Dal 2007 Compone per il teatro e per il cinema,
nel 2014 vince il Premio migliore musica per il Cortometraggio “la Porta del perdono “ di Francesco Sperandeo.
Nel 2020 con L’Orchestra di Piazza Vittorio vince il David di Donatello come “Miglior Musicista” per “Il Flauto Magico di Piazza Vittorio”.
Dal 2016 svolge attività didattica al centro culturale tunisino di Roma .

 

Gabriele Coen

Sassofonista, clarinettista, compositore, didatta Gabriele Coen si dedica da sempre all’incontro tra jazz e musica etnica, in particolare mediterranea e est-europea, svolgendo un’intensa attività a livello nazionale e internazionale.  E’ fondatore dei KlezRoym – la più nota formazione italiana dedita alla riattualizzazione del patrimonio musicale ebraico – con cui ha inciso  6 dischi per l’etichetta CNI (Klezroym – 1998, Scenì – 2000, Yankele nel ghetto – 2002, Klezroym – 2003, Venticinqueaprile (2007)- Klezroym (2016).
Nel 2001 ha dato vita al gruppo “Gabriele Coen Atlante Sonoro” con cui fonde il linguaggio jazzistico con la musica etnica, registrando nel 2004 l’album di esordio, “Duende” e successivamente “Alhambra”(2006), su etichetta CNI.

 

Come compositore e interprete ha realizzato insieme ai Klezroym le musiche per il film di Emanuele Crialese “ Once we were strangers” e “ A gennaio “ di Luca Calvanelli;

Insieme a Mario Rivera quelle per “Notturno Bus” (2007) di Davide Marengo, con Giovanna Mezzogiorno, Valerio Mastandrea e Ennio Fantastichini. Del 2010 è la colonna sonora (sempre con Mario Rivera) per “Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio”, di Isotta Toso e “Tornare” (2020) di Cristina Comencini.

Sempre nel 2007 ha realizzato, ancora con Mario Rivera, le musiche per lo spettacolo teatrale “Satyricon” di Renato Giordano, con Giorgio Albertazzi e Michele Placido.

Nel 2009 ha scritto insieme ad Isotta Toso il libro “Musica errante. Tra folk e jazz: klezmer e canzone yiddish”, per Stampa Alternativa.

Come leader porta avanti diversi progetti, in particolare: Gabriele Coen “Jewish Experience”, una delle formazioni più tipiche del jazz contemporaneo come volano di un viaggio musicale in cui si reinterpreta in chiave jazzistica il repertorio  popolare ebraico, attraverso composizioni originali, brani klezmer e sefarditi (ebraico-spagnoli). Del  2009 e’il  primo disco intitolato “Golem”, per Alfamusic, distribuzione Egea. Ad agosto 2010 è uscito il nuovo disco  “Awakening” prodotto da John Zorn per la Tzadik,  la prestigiosa etichetta discografica newyorchese.

A gennaio 2013 è uscito“Yiddish Melodies in Jazz”, sempre orgogliosamente prodotto dalla Tzadik di John Zorn.A giugno 2017 è invece uscito il nuovo lavoro per l’etichetta Parco della Musica Records: “Sephirot. Kabbalah in Music” A gennaio 2020 il nuovo cd del quintetto di Gabriele Coen, -edito da Parco della Musica Records- “Leonard Bernstein Tribute”, insieme a Benny Penazzi, violoncelloAlessandro Gwis, pianoforte, Danilo Gallo, contrabbassoZeno de Rossi, batteria.A gennaio 2023  si  registra l’uscita del  nuovo lavoro discografico per Parco della Musica Records con il progetto Gabriele Coen Quintet “Sephardic Beat”, risultando secondo il referendum della rivista “Musica Jazz” tra le migliori dieci produzioni italiane di jazz per il 2023.

 

 

 

 

 

01 Tabarka (2.03) (Gabriele Coen, Ziad Trabelsi)

02 Echos of Cordoba (7.32) (Gabriele Coen, Ziad Trabelsi)

03 Eyes of Al Andalus  (6.26) (Gabriele Coen, Ziad Trabelsi)

04 Al Hamra (5.12) (Gabriele Coen, Ziad Trabelsi)

 

05 Sussurri (7.42) (Ziad Trabelsi)

 

06 Hope (5.52) (Gabriele Coen)

 

07 Sguardo (5.06) (Ziad Trabelsi)

 

08 Al Andalus (5.16) (Gabriele Coen)

 

09 Caravan (4.22) (Duke Ellington)

 

10 Bab El Khadra (8.56) (Ziad Trabelsi)

 

11 Toledo (1.37) (Gabriele Coen, Ziad Trabelsi)

 

12 Abdel Kader (6.17) (Algerian Traditional)

 

 

Registrato il 16, 17 e 18 maggio 2024  presso il Teatro Marchionneschi di Guardistallo (Pisa), grazie al sostegno di Toscana Produzione Musica.

Fonico di ripresa: Nicolò Caltabellotta

Mix e Master: Gianni Istroni presso StraStudio Aps (Roma)

Cover foto: Domenico Maddaloni https://www.instagram.com/domenico.maddaloni

Foto: Francesco Mariotti

Un ringraziamento speciale a Francesco Mariotti e Maurizio Busia
01 Tabarka (2.03) (Gabriele Coen, Ziad Trabelsi)

Ziad Trabelsi, ud

Gabriele Coen, clarinetto basso

Marco Loddo, contrabbasso

 

02 Echos of Cordoba (7.32) (Gabriele Coen, Ziad Trabelsi)

Ziad Trabelsi, ud

Gabriele Coen, sax soprano

Marco Loddo, contrabbasso

03 Eyes of Al Andalus  (6.26) (Gabriele Coen, Ziad Trabelsi)

Ziad Trabelsi, ud, voce

Gabriele Coen, clarinetto

Marco Loddo, contrabbasso

 

04 Al Hamra (5.12) (Gabriele Coen, Ziad Trabelsi)

Ziad Trabelsi, ud

Gabriele Coen, sax soprano

Marco Loddo, contrabbasso

 

05 Sussurri (7.42) (Ziad Trabelsi)

Ziad Trabelsi, ud, voce, shaker, Fender Rhodes, pad, produzione e arrangiamento

Gabriele Coen, clarinetto

Marco Loddo, contrabbasso

 

06 Hope (5.52) (Gabriele Coen)

Ziad Trabelsi, ud, shaker

Gabriele Coen, sax soprano

Marco Loddo, contrabbasso

 

07 Sguardo (5.06) (Ziad Trabelsi)

Ziad Trabelsi, ud, voce, percussioni

Gabriele Coen, clarinetto basso

Marco Loddo, contrabbasso

 

08 Al Andalus (5.16) (Gabriele Coen)

Ziad Trabelsi, ud

Gabriele Coen, sax soprano

Marco Loddo, contrabbasso

 

09 Caravan (4.22) (Duke Ellington)

Ziad Trabelsi, ud

Gabriele Coen, clarinetto

Marco Loddo, contrabbasso

 

10 Bab El Khadra (8.56) ( Ziad Trabelsi)

Ziad Trabelsi, ud, voce

Gabriele Coen, clarinetto basso

Marco Loddo, contrabbasso

 

11 Toledo (1.37) (Gabriele Coen, Ziad Trabelsi)

Ziad Trabelsi, ud, elettronica

Gabriele Coen, sax soprano

 

12 Abdel Kader (6.17) (Algerian Traditional)

Ziad Trabelsi, ud, voce, percussioni, Fender Rhodes, arrangiamento

Gabriele Coen, sax soprano

Marco Loddo, contrabbasso
“Voci del Mediterraneo: un dialogo di suoni e anime

In un mondo dove le culture si incontrano e si fondono, due strumenti antichi e nobili si uniscono in un dialogo musicale senza tempo. L’oud musulmano e il clarinetto ebraico, portatori di storie e tradizioni millenarie, si rispondono e si intrecciano in un gioco di suoni e silenzi.

Come due vecchi amici che si ritrovano dopo secoli di separazione, i due strumenti si riconoscono e si abbracciano, creando un sound nuovo eppure familiare. Le note dell’oud si librano nell’aria come profumi di spezie e rose, mentre il clarinetto risponde con la dolcezza di un canto di speranza.

In questo dialogo musicale, le differenze si dissolvono e le somiglianze si rivelano. La musica diventa un ponte tra le culture, un linguaggio universale che parla direttamente al cuore.

Voci del Mediterraneo è un viaggio sonoro attraverso le tradizioni musicali del Mediterraneo, un incontro tra Oriente e Occidente, tra passato e presente. È un invito a scoprire la bellezza della diversità e l’universalità della musica”

 

Ziad Trabelsi

 

 

 

 

“E’ un vero e proprio viaggio spazio temporale il nostro nuovo lavoro. Un viaggio attraverso il Mediterraneo, alla ricerca di radici comuni, di spazi di dialogo, incontro e conoscenza, concetti particolarmente difficili da far passare in questi anni ma che costituiscono un tesoro a cui attingere per costruire un futuro di pace da una sponda all’altra di questo grande lago che è il Mediterraneo. Il punto focale del lavoro è il recupero del clima di scambi culturali che si ebbero in Spagna nel Medioevo tra le tre grandi religioni monoteiste, ebraismo, islam e cristianesimo. Tabarka e Bab El Khadra in Tunisia,  Toledo, Cordoba e Granada in Andalusia, fino a toccare l’Algeria con Abdel Kader: luoghi che evocano il dialogo possibile in tempi lontani ma che devono rappresentare un modello per costruire il futuro.”

 

Gabriele Coen